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  • Enrico di Noia

Un collettivo in espansione: intervista con Acquari


Nati sotto il segno dell'acquario: questo unisce il collettivo Acquari, appunto, che oggi pubblica il suo nuovo singolo "4.00 di mattina" per Maionese Project (Matilde Dischi). Abbiamo avuto il piacere di ascoltare il brano in anteprima e di fare qualche domanda agli artisti che si nascondo dietro il progetto!


Inizio dandovi il benvenuto e ringraziandovi per essere ospiti su OltreSuono! Parliamo di Acquari: non solo un cantautore ma un collettivo, come nasce questo particolare progetto?


Acquari: Ciao! Come hai ben sottolineato Acquari nasce da me che sono un cantautore con un po’ di trascorsi alle spalle e da un produttore anche lui con tanta esperienza. L’idea mi è venuta inizialmente per gioco, volevo essere libero di esprimermi e fare qualcosa di nuovo, di leggero, ma con ironia. Ho sottoposto la cosa al mio amico producer e ci siamo messi al lavoro. Ne è uscito un sound che entrambi non ci aspettavamo. Acquari prende il nome dal fatto che ambedue siamo nati il 6 febbraio nel segno dell’acquario appunto. Ci siamo entusiasmati e poi ho scelto di rappresentare il progetto come un contenitore di idee, dove la musica fosse in continua evoluzione, dove il concetto di artista o cantautore singolo si potesse accantonare a favore invece di un pluralismo inclusivo, di una sorta di collettivo appunto. Per questo so già che si aggiungeranno altri “volti” a questa factory e lo vedrete se continuerete a seguirci.


Un progetto quindi che conta attualmente due persone ma che abbiamo letto essere aperto in futuro a nuove figure, tutto in favore della sperimentazione musicale; un concetto strano da acquisire se si pensa alla normale nascita di un artista: potreste spiegarci meglio questa idea?


Proseguendo il discorso ti dico semplicemente che Acquari aspira ad essere un collettivo proprio perché cerca nel pluralismo artistico la sua identità. Lo hanno fatto i Gorillaz capitanati da Damon Albarn, o Nouvelle Vague tanto per fare alcuni esempi. Si parte da un genere di riferimento (per noi l’indie-pop) e si vanno ad esplorare tanti territori nuovi. Questo per me è molto stimolante e ne avevo sinceramente bisogno. Si parte dalla musica non dal soggetto singolo.


Vedo e non vedo: i volti di Acquari si stanno scoprendo man mano, accompagnati dal nuovo singolo e dai tre già pubblicati. Da cosa nasce questa scelta e quanto è importante secondo voi la figura dell'artista, intesa come apparenza, nel mercato musicale di oggi ?


L’iconografia è chiaramente importante e Acquari ne ha già una ben definita. Nei video stile cartoon riusciamo a far vivere ai nostri personaggi delle piccole “avventure” sempre nuove, ma legate da un filo conduttore. Ho pensato ad una sorta di miniserie per le clip. Anonimadisegni in questo mi ha aiutato moltissimo a sviluppare l’idea iniziale. Poi per adesso appaio io nelle foto dato che sono il creatore del progetto oltre a scrivere le canzoni, ma presto pubblicheremo foto anche con altri soggetti.


Questo nuovo brano è un flusso di pensieri scandito dal tempo, a partire dalle 4.00 per arrivare alle 6.30 del mattino: da dove nasce e cosa vuole raccontarci?


E’ la fotografia di uno stato d’animo ben preciso che ho vissuto (e sto vivendo) in un periodo così complicato come è il nostro tempo attuale. La vita è tutta sottosopra, tra paura, rassegnazione a tratti, frustrazione e rabbia. Allora ho immaginato semplicemente di correre in auto di notte nella mia città, in una Roma bellissima e maledetta allo stesso tempo, vista l’impossibilità di viverla appieno. E’ forse uno dei testi più sinceri che abbia mai scritto dato che è venuto proprio da una notte insonne e tormentata. Non manca certamente l’ironia, ingrediente fondamentale di cui non faccio mai a meno e che mi aiuta a vivere oltre che a scrivere canzoni.


Un sound fresco, diretto, con strumentali che spesso portano a seguire il tempo a battito di scarpa pur cantando testi con un velo di malinconia. Vi chiedo quindi quali sono le vostre influenze musicali e se c’è qualcuno al momento che risulta essere innovativo nello scenario musicale italiano.


Innovazione ne sento parecchia nel nuovo panorama indie italiano. Ma si potrebbe parlare forse più di un modo di reinventare la canzone popolare dei nostri più autorevoli cantautori attraverso un uso del linguaggio decisamente più quotidiano e diretto. A pensarci bene però erano attualissimi e innovativi anche Battisti, Venditti, De Gregori, Dalla… insomma forse la verità è che la musica è senza tempo se arriva a generazioni di ascoltatori. Onestamente non so se quella di oggi sarà valida anche domani, vedremo. Influenze? Da bambino ascoltavo i cantautori appunto, poi il rock anni ’90 che ha permeato gran parte della mia adolescenza. Poi tantissime altre cose. Mi piace spaziare, ascolto di tutto.


Concludo ringraziandovi ancora per questa intervista e vi lascio chiedendovi, come da prassi, quali sono i vostri progetti futuri e quando sentiremo ancora parlare di Acquari.


Stiamo ultimando i brani che andranno a comporre il nostro primo EP. Dovrebbe uscire all’inizio del 2021!

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