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  • Antonio Liso

TANANAI: Sole Cuore Amore e Droga

Tananai, nome d’arte di Alberto Cotta Ramusino, nasce a Milano nel 1995. Fin da ragazzino si dedica alla produzione musicale e nel 2017 pubblica un album di musica elettronica intitolato “To Discover and Forget”. Spinto dalla necessità di esplorare nuovi generi musicali, inizia a scrivere testi in italiano, che interpreta e produce.

A un anno distanza dall’uscita del suo primo Ep “Piccoli Boati” Tananai torna con un nuovo singolo “Baby Goddamn”, disponibile dallo scorso 26 marzo su tutte le piattaforme digitali su etichetta Polydor/Universal Music, di cui firma il testo e la produzione. Ritmi serrati e coro da stadio per comunicare la voglia di

ricominciare a far casino e di riprendersi la vita.

OltreSuono: Ciao Tananai, benvenuto! Innanzitutto congratulazioni per l’uscita del tuo nuovo singolo “Baby Goddamn”, ne approfitto per chiederti com’è nato e la storia dietro la tua ultima produzione.


Tananai: Fondamentalmente è nato come una goliardata: ero insieme ai miei migliori amici e gli stavo facendo ascoltare la produzione, ci siamo gasati tantissimo e abbiamo iniziato a urlare “BABY GODDAMN” , quindi è salita la voglia di fare festa, cosa che credo si capisca abbastanza dal testo ahah


Possiamo aspettarci delle produzioni simili a questa in futuro?


Sicuramente, sto ritornando un po’ alle mie origini da produttore di musica elettronica, quindi sarà molto presente questa influenza.


Sicuramente “Baby Goddamn” fa ‘casino’ e cercando sul dizionario la definizione di Tananai troviamo: gran confusione, frastuono, schiamazzo. Perché hai scelto questo nome?


Diciamo che è stato il mio primo nome d’arte, mi chiamava così mio nonno quando ero piccolino. Ero già un casinista a quell’età.


Quali sono i tuoi artisti di riferimento quando scrivi e come gestisci il lavoro per arrivare alla produzione completa?


Ti dico la verità, dal punto di vista testuale sinceramente non mi ispiro a nessuno. Scrivo letteralmente quello che mi passa per la testa, senza farmi troppe domande. Per quanto riguarda il processo che mi porta alla produzione completa, ogni volta è diverso: per esempio nel caso di “BABY GODDAMN” ho fatto prima la produzione e ci ho scritto sopra, in altri casi invece può capitare che scriva pianoforte e voce per poi riarrangiarla, altre volte parte da qualche giro musicale del mio collaboratore e chitarrista Wolf.


Chi è Tananai? Un personaggio che si distingue da Alberto o siete la stessa persona?


Siamo la stessa persona, assolutamente. Credo che per avere un progetto credibile al giorno d’oggi, soprattutto dall’arrivo dei social, sia semplicemente essere sinceri con se stessi e con il proprio pubblico.


L’ultimo anno è stato difficile per tutti ed ha portato molti cambiamenti anche nel modo di lavorare in questo settore. Come lo hai affrontato tu e quali sono stati i momenti che ti hanno messo più in difficoltà?


Inizialmente è stato anche interessante perché è stata sicuramente un’esperienza nuova il lockdown. Mi sono dedicato quindi a produrre nuovi brani finché col passare coi giorni mi sono reso conto della situazione reale e sono sprofondato nell’apatia artistica. Ci sono stati dei momenti in cui ho anche pensato che avrei smesso di fare musica, non vedevo la luce in fondo al tunnel.

Mi è saltato il tour (era uscito il mio primo ep il 21 Febbraio, qualche settimana prima del lockdown) non avevo più un’etichetta discografica e ho smesso di lavorare con la mia ex manager.

In questo senso “BABY GODDAMN” mi ha aiutato a sbloccarmi, è stato il mio colpo di reni che mi ha permesso di rialzarmi e ricominciare a scrivere, da capo.


Concludo chiedendoti cosa possiamo aspettarci da Tananai nei prossimi mesi e qual è il tuo obbiettivo principale per i prossimi anni.


Nei prossimi mesi altri singoli, sicuramente.

Per quanto riguarda l’obiettivo dei prossimi anni invece voglio fare un sacco di concerti, ovunque.




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