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  • Enrico di Noia

Sincronizzarsi con il presente: il nuovo singolo dei Piqued Jacks

Quest'oggi qui su OltreSuono ho il piacere di intervistare un gruppo che di strada ne ha fatta tanta e che ha appena aperto "il capitolo più grande e importante di sempre" come anche loro hanno voluto definirlo suiprofili social. Con tre EP e due album alle spalle (uno dei quali apprezzabile anche in versione acustica) passati anche da Virgin Radio, date in tutto il mondo e partecipazioni a festival internazionali come il Music Showcase Greece o l'Indie Week Toronto, sono oggi qui con noi i Piqued Jacks!


Salve ragazzi e benvenuti!


Piqued Jacks: Ciao Oltresuono, grazie per la super presentazione, accoglienza da 10.


Comincio facendovi gli auguri per il nuovo singolo "Every Day Special", del quale parleremo a breve, che anticipa l'album "Synchronizer" in uscita per INRI nel 2021.

La prima domanda che voglio porvi è sulla nascita di questo gruppo: cosa ha unito questa band e quanto il tempo, in 14 anni di attività, ha modificato le vostre dinamiche interne?



L’amicizia è stato il collante principale che ci ha spinti tutti e 4 dentro una sala prove, accompagnati ovviamente dall’amore per la musica e dalla voglia di esprimerci attraverso essa. Il tempo ha senz’altro dato forma a questo progetto e allo stesso tempo ci ha messi alla prova: col passare degli anni le priorità possono cambiare o rafforzarsi, così che il nostro “amalgama” sì è modificato facendo spazio a due nuovi membri, ormai perfettamente integrati. Il bello è che le dinamiche sono ancora quelle degli inizi – se esclude una maggiore professionalità – ovvero spontanee e stimolanti.


Il vostro pubblico è presente in parte all'estero e voi stessi siete reduci di un tour europeo nel 2019 : questa propensione a "emigrare" musicalmente, a partire dai testi in inglese, è stata una scelta premeditata o qualcosa che vi si è posto come necessario o preferibile ai fini della carriera?


La strada dell’inglese è stata una scelta naturale, diretta conseguenza delle nostre influenze più marcate, ovvero quelle del rock e pop anglofoni. Vero è che anche messi di fronte alle difficoltà fisiologiche di emergere in Italia con un progetto in lingua inglese, siamo sempre stati decisi a continuare su questa strada poiché è quella che più ci rappresenta e restituisce l’immagine più autentica del nostro sound.


Chiunque abbia visto un vostro live o qualche estratto può affermare di aver visto tanta energia e tanto rock, nell'accezione anche comportamentale, sul palco. C'è però un'esibizione che ricordate in modo particolare?


Giusto ieri sera davanti a un piatto di specialità montane dopo un lungo photoshoot, ricordavamo l’avventura canadese di esattamente un anno fa. Il live al celebre Mod Club Theater di Toronto fu un vero concentrato di tutto ciò che riusciamo a dare su un palco e di quello che, in cambio, il pubblico riesce a dare a noi. Un concerto spettacolare senza sbavature, di cui andremo sempre orgogliosi.


Parliamo ora del nuovo singolo: "Every day special". Questo brano trasmette una carica esplosiva, con una linea vocale a tratti malinconica ma come sempre ricercata e d'effetto: da dove nasce questo brano? Cosa ci racconta?


“Every Day Special” è nato da una delle prime jam insieme nella formazione attuale, partita con un basso d’intenzione quasi discotecara e poi scivolata nelle dissonanze dell’arpeggio di chitarra; ma comunque con la cassa in 4. La linea vocale, ultima ad aggiungersi, ha dato la vera anima al pezzo. La malinconia è solo il punto di partenza per raccontare e anche scaturire un messaggio invece positivo. Il grigiore riguarda il descrivere l’attitudine purtroppo naturale di pensare spesso a ciò che si vorrebbe anziché godersi il momento, ma il nostro invito è proprio quello di sincronizzarsi con il presente.


Questo brano, come l'intero album, vanta una produzione prestigiosa: Brett Shaw (Foals, Florence + The Machine), Dan Weller (Enter Shikari) e Julian Emery (Nothing But Thieves). Com'è stato passare del tempo in studio con questi artisti e cosa hanno apportato al vostro nuovo lavoro?


Al di là del divertimento, abbiamo conosciuto (nel caso di Dan Weller, ritrovato) tre modi di lavorare e gusti differenti, ma soprattutto abbiamo imparato a vedere (o meglio, sentire) cose che prima non conoscevamo. Brett ci ha riportato nel mondo analogico della Londra degli anni d’oro, Julian ha fatto gli onori di casa in un maxi-studio dai suoni modernissimi come fossimo amici da vent’anni, e Dan ci ha fatti immergere completamente nel processo creativo passando le notti a riascoltare i brani nella sua macchina in giro per la campagna inglese.


Concludo ringraziandovi per la vostra disponibilità e chiedendovi un piccolo spoiler sui progetti futuri: quando ascolteremo di nuovo i Piqued Jacks prima della grande uscita?


Intanto un doveroso grazie a te, è un piacere conoscere giornalisti così preparati e rispondere a domande così stimolanti. Sicuramente non vi lasceremo a bocca asciutta fino al 2021, ma per trovare l’acqua, si sa, bisogna scavare a fondo. State sincronizzati sui nostri social per scoprire di più e seguiteci su Facebook, Instagram, YouTube e Spotify perché ogni like, follow o iscrizione, per noi conta tantissimo. Un saluto da tutti i Piqued Jacks!

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