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  • Domenico Leone

PSICHEDELICO E INTROSPEZIONE: UN TUFFO DEL CANTAUTORATO NELL'ACIDO

SPZ produce e canta i suoi testi, creando suoni e canzoni innovative ed affascinanti. Dopo il suo ultimo album “NOI/GLI ALTRI”, prodotto sotto l’etichetta Undamento, e all’orizzonte di un prossimo eccitante ed ancora più personale progetto, ci ha concesso un’interessantissima chiacchierata.

OltreSuono: Chi è SPZ e come mai questo nome?


SPZ: Mi chiamo Andrea Spaziani, sono un ragazzo di 27 anni, vivo a Roma e faccio musica. SPZ, invece, è il mio cognome sul codice fiscale. Volevo una sigla come nome, senza nessun significato particolare… Non molto fantasioso!


Come è iniziata la tua carriera artistica?


Ho sempre voluto suonare, sin da piccolo. Mia madre mi ha regalato una chitarra classica e da lì è iniziato tutto!

Ho iniziato a scrivere subito, avrò avuto 12 anni, imparando a suonare principalmente da autodidatta (sono sempre stato un pessimo studente). Poi ho fatto la gavetta con tutti i gruppetti rock adolescenziali e qualche anno fa mi sono messo in solitario ed è iniziato il progetto SPZ.


Sei passato dalla chitarra classica a suoni psichedelici, “acidi”. Qual è stato il percorso e le influenze che ti hanno portato a questa musica?


Ho sempre ascoltato (e continuo ad ascoltare) principalmente musica estera e così mi sono appassionato molto alle sonorità soprattutto oltreoceano. Ascoltando e lavorando per conto mio su ciò che mi piaceva, è venuta fuori la mia musica, con l’utilizzo dei synth e tutto.


Qual è il processo che segui per creare un tuo pezzo?


Beh è un processo che si sta evolvendo su due assi. Da un lato, mi metto dietro alla chitarra o al piano e improvviso, accordi, suoni e testo, ed ho fatto molto spesso così. Invece ultimamente parto dalle produzioni e poi ci scrivo su, ma sempre un po’ come se fosse un “flusso di coscienza”, piuttosto che mettendomi a tavolino a decidere cosa scrivere prima.


Parlando del tuo ultimo album “NOI/GLI ALTRI”, com’è stato lavorarci su?


È stato un processo abbastanza lungo, dovendo fare avanti e indietro da Milano. Registro lì. Mi ci è voluto quasi un anno e mezzo, specialmente per pezzi come “Ho paura”, su cui ho lavorato autonomamente.

Comunque è stato un'esperienza fantastica, anche lavorare con Mimmo dei Tropea e Lapo. Ho lavorato molto su ciò che volevo, insomma, non voglio andare troppo incontro alla moda, dov’è un po’ tutto “hype e tiktok”. volevo rimanere fedele a me stesso, è fondamentale per me, ci tengo molto. Alcuni la chiamano stupidità, ma io sono contento così, con la mia musica.


Dal titolo e dell’album, dalle immagini di copertine, dai video e anche da alcuni versi delle tue canzoni, ad esempio la stessa “NOI/GLI ALTRI”, dove dici “siamo fatti dagli altri”, noto molta vicinanza col mondo della psicologia e sociologia, quali sono le idee dietro a questi aspetti?


C’è sicuramente questa cosa un po’ “filosofica”, si potrebbe dire. Viviamo in un mondo molto individualista, molto votato alla cura dell’immagine e dell’individuo e penso che si stia perdendo un po’ la dimensione dei legami con gli altri, delle persone con cui viviamo, dall’incontro con le altre etnie, venendo da Roma, poi… questo è un modo per esorcizzare un po’ la diffidenza latente con cui si convive. Infondo siamo definiti dal nostro rapporto con gli altri!

La scimmia della copertina dell’album, ad esempio, davanti ai tendoni di un teatro è un po’ una critica all’ attenzione che si dà prima al personaggio sensazionalista che alla musica. Il filone un po’ viene seguito negli altri, mettersi le vesti di altri personaggi (Napoleone) o anche quelle di alieni, costumi un po’ goffi che non ti appartengono.


Prima di lasciarci, parlami un po’ del tuo prossimo progetto!


Non è ancora definito un piano preciso, spero di riuscire a farlo uscire entro fine anno. Posso dire però che sono molto fomentato per le cose che mi stanno uscendo. Su questo disco ci sto lavorando solo con un mio amico, nonchè il chitarrista con cui suono da quando ho quattordici anni, stiamo componendo e arrangiando solo noi. Sarà un album anche più personale, anche perché entrambi sappiamo cosa vogliamo dalle nostre canzoni, e posso assicurare molto più “cattivo”. Speriamo possiate sentirlo il prima possibile!

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