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  • Enrico di Noia

Il secondo singolo di Monorene

I questi giorni ha fatto per la seconda volta capolino sullo scenario musicale italiano Monorene, all’anagrafe Giovanni Marco Cannone, con il nuovo singolo “Dicono”: oggi il giovane ma maturo artista è qui su OltreSuono per concederci una breve intervista.


Ciao Gianmarco e grazie per aver accettato il nostro invito! Perdonerai il mio spendere poche parole sul tuo conto ma con questo brano molto personale mi è sembrato un po’ di ascoltare una parte della tua vita, allora mi piacerebbe che fossi tu stesso a raccontarcela attraverso qualche domanda. Comincerei però chiedendoti qualcosa di forse scontato che crea interesse in chiunque senta “Monorene” per la prima volta: da dove nasce questo nome?


Monorene: Ci tengo a ringraziarvi e a salutarvi prima di togliervi questa curiosità.

Ho deciso di chiamarmi Monorene perché sono mono rene dalla nascita. Da piccolo ho sempre cercato di nascondere e non parlarne con nessuno, lo sentivo come un disagio. Questo disagio, con il passare degli anni, è diventato cosi’ piccolo da dirlo a tutti in questo modo. Alcuni lo trovano divertente, altri “un po’ troppo” ma sono questo, che posso farci!


Cosa ha spinto quindi Gianmarco, un musicista e cantante già apprezzato in più coverband con le quali hai lavorato per anni, a diventare Monorene, un ambizioso progetto solista?


Ho 24 anni, credo ci sia tanto da scoprire e provare che non potevo risparmiarmi l’idea di realizzare un progetto da solista. Non ho chiuso col mio passato ne i Caroselli, abbiamo profonda stima l’uno dell’altro e ci lega una profonda amicizia. Ogni volta suonare con loro è un piacere enorme. Ma come ho detto, mai fermarsi, soprattutto quando la strada sembra sicura: bisogna sempre avere un brivido quando si pensa al futuro, una voglia di andare oltre i propri limiti e superarli.


Un cambiamento che sappiamo essersi concretizzato anche con l’esserti trasferito a Roma. Quali opportunità e difficoltà ti ha presentato la capitale? Quanto pensi che sia limitante, per un giovane artista, rimanere in una piccola città del sud come la tua?


E’ limitante non per la città in sé, ma per altri motivi che credo mettano la musica sulla punta dell’iceberg. A livello lavorativo, per quanto riguarda la musica, la Puglia supera la Capitale. Ma non c’è spazio a sufficienza per la musica inedita, poca apertura verso l’ascolto di cose nuove e non canzoni popolari. Non mi riferisco ai ragazzi come me o più grandi che sperimentano ogni giorno musicalità nuove, ma all’investimento inesistente che viene dato ai giovani e all’arte in generale. Ammiriamo tanto quello che viene da fuori, ma non vediamo ciò che nasce nella nostra terra ed è costretto a lasciarla per cercare le attenzioni di chi sa cosa ha davanti.


Il tuo trasferimento come altre sfaccettature del tuo vissuto sono presenti nel nuovo singolo “Dicono”: da cosa nasce questo brano?


Il secondo singolo “Dicono” nasce dalla necessità di esprimere sentimenti e di dire parole represse in passato, che all’epoca avrebbero potuto causarmi disagi con le persone a me vicine. Le scuse sono lo step successivo, sempre difficili da chiedere.


Concludo chiedendoti cosa aspettarci in futuro da Monorene e ovviamente se c’è un album in programma.


Per il momento posso invitarvi ad ascoltare Nostalgico e Dicono, di cui a breve uscirà il videoclip. In cantiere ho altri brani, un passo alla volta e vediamo dove arrivo.

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