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  • Enrico di Noia

ILCLASSICO e RADIOLONDRA: intervista doppia

Escono oggi per Matilde Dischi due singoli molto diversi di due artisti accomunati da una città: Bologna.

I primi sono i RADIOLONDRA con “Astronauta”, un trio ormai consolidato da più di dieci anni di attività; i secondi sono ILCLASSICO con “Via Stella” , un duo con alle spalle tanti progetti e collaborazioni: Enrico Zoni, cantante e producer, ha infatti scritto brani per artisti come Elodie o Bugo, e con Simone Giubbilei, che completa il duo, hanno partecipato alle finali di Sanremo Rock e Musicultura.

Oggi ILCLASSICO e RADIOLONDRA sono qui con noi per presentarci i loro singoli, che abbiamo ascoltato in anteprima, e rispondere a qualche domanda: benvenuti su OltreSuono!

ILCLASSICO: Grazie di cuore, è un piacere!


RADIOLONDRA: Grazie ragazzi!

Abbiamo già accennato a Bologna come punto in comune per questi progetti: i RADIOLONDRA si riuniscono qui il sabato sera per suonare fino a notte fonda, mentre ILCLASSICO è un duo bolognese che fa di questa città lo sfondo del nuovo singolo. Vorrei quindi partire con una domanda comune: cosa rappresenta per voi Bologna?

IC: Bologna è tutto per noi, per la nostra vita fuori e dentro le canzoni. È una comunità unica, prima che una splendida città. È un insieme di persone, di colori, di percorsi che tutti i giorni ti regalano vitalità ed energia. È una città che ancora sogna molto, i bolognesi conservano una visione molto romantica del mondo. Anche se ci vieni ad abitare da fuori è facile diventare “bolognese”, è una città ospitale con tutti... Uno di noi (Enrico) ci è nato e cresciuto, l’altro (Simone) ci è arrivato nel suo percorso. Entrambi non potremmo fare a meno di Bologna oggi.

RL: Bologna è il mondo all’interno del quale si svolgono le storie raccontate nelle canzoni. Le sue vie, i palazzi del centro che diventano arancioni e rossi al calar del sole, le piazze. Ma anche la periferie, dove abbiamo vissuto per anni e dove senti più profonda la nostalgia del mare.


Il vostro incontro avviene durante gli studi presso la Music Academy since 1999 di Bologna e inizialmente Simone collabora con il progetto solista di Enrico: cosa vi ha spinti ad avviare questa collaborazione che vi vede entrambi come protagonisti?

IC: Ci siamo resi conto che, di tutta la band che suonava live nel progetto, eravamo gli unici due davvero dedicati al 100% tutti i giorni. Simone era inevitabilmente diventato più che il semplice “batterista” del gruppo, quindi è stata una trasformazione abbastanza naturale. Le cose sono andate spontaneamente in quella direzione. La musica spesso unisce senza che tu lo decida a tavolino. Da lì abbiamo deciso di intraprendere una direzione sonora diversa, che fosse solo nostra.


La vostra band, come già detto, ha molti anni di esperienza alle spalle: come è nato questo gruppo e quanto il tempo ha modificato i vostri obiettivi e le vostre dinamiche interne?

RL: È nato per la voglia di raccontarsi...le nostre canzoni tengono lontane le paure, ci tengono al riparo e ci danno il coraggio di andare avanti. Il tempo che passa ci ha reso meno ingenui, ci ha fatto mettere un po’ di pelo sullo stomaco, ma ahimè restiamo dei gran sognatori. Tra noi, è tutto come il primo giorno, è una avventura, e quando uno non ce la fa intervengono gli altri a supporto.

Non immagino un futuro senza band.


I vostri pezzi mischiano l’elettronica a un sound vintage, con testi curati che raccontano spesso vissuti quotidiani, giovani: come nasce un brano de ILCLASSICO?

IC: Testo e musiche partono sempre da Enrico. In un secondo luogo si lavora insieme in studio per trovare la migliore veste per i brani. A volte non è immediato, non ci accontentiamo mai, cerchiamo sempre di rincorrere il nostro sound.

Tutte le cose che sentite nelle nostre canzoni sono pezzi di vita vissuta, o a volte anche solo pensieri, o sogni. Non cerchiamo mai scorciatoie “cool”, abbiamo sempre bisogno di raccontarci veramente per quello che siamo, noi e le persone che ci circondano. Ci riconosciamo sicuramente in una vena romantica e malinconica.


La vostra musica è molto evoluta negli anni mantenendo però una costante indie-pop e testi che descrivono sensazioni e storie a volte malinconiche ma sempre ben raccontante: come nasce un brano dei RADIOLONDRA?

RL: Le canzoni sintetizzano un pensiero che in un certo periodo è dominante, e ha bisogno di uscire, di essere raccontato. Quindi tutto parte da lì, da una idea precisa, di musica e parole, attorno alla quale vediamo poi nascere la canzone.


Il vostro nuovo singolo “Via Stella” ci racconta di una notte in una Bologna desolata e di un ragazzo che vaga fra le vie e fra i suoi pensieri: come nasce questo brano e cosa rappresenta “casa di Lucio” ?

IC: “Via Stella” parla di una delle tante serate trascorse per le strade di Bologna, possiamo chiamarla la nostra “Classica” notte bolognese. È il momento in cui si resta da soli, poca gente in giro, gli amici ti salutano, e i pensieri, le paure, le insicurezze della vita ti assalgono tutte insieme. È la disperazione gridata di un ragazzo solo, che però trova coraggio tra le mura della propria città. Una città che in fondo è tutta la sua vita: i mille ricordi, la scuola, gli amici, la ragazza importante a cui scrivi le canzoni... E davanti a Casa di Lucio alla fine vuoi non passarci? È sempre il nostro faro nel buio, che ci fa sognare in grande e nel quale tutti ci riconosciamo, perché Lucio era proprio un nottambulo bolognese come noi. Il pensiero che persino lui a volte non chiudesse occhio e vagasse per i viali ci rassicura un po’...


Il vostro nuovo singolo “Astronauta” lancia il pensiero nello spazio, con tanto di conto alla rovescia, in una canzone ben orchestrata con suoni autentici e una melodia vocale quasi fiabesca: come nasce questo brano, cosa vuole raccontarci?

RL: L’astronauta parla di un viaggio nello spazio, alla ricerca di qualcosa che duri, finalmente e definitivamente (dopo tanto peregrinare), per sempre.


I brani da cercare non sono mai abbastanza quindi vi chiedo di partecipare a un piccolo gioco: vi va di consigliarci un brano a testa per un ascolto diverso dal solito?

IC: Certo. Vi consigliamo “The Self” di Richard Spaven feat. Jordan Rakei.

RL: Homesick dei Kings of Convenience, What else is new dei Dinosaur Jr e Santa Lucia di De Gregori.

Ringraziamo ILCLASSICO e i RADIOLONDRA per essere stati qui con noi e vi saluto con un’ultima domanda comune: quando ascolteremo ancora un vostro brano, quali sono i vostri progetti?

IC: Presto presto, abbiamo un sacco di canzoni che vogliamo farvi sentire. Abbiamo appena avviato la nostra collaborazione con Matilde Dischi, che ci ha dato grande fiducia. Non vediamo l’ora di pubblicare nuova musica. Noi scriviamo sempre!

RL: A fine gennaio un pezzo nuovo, siamo molto creativi in questo periodo e abbiamo voglia di fare, per cui ci sentirete presto. Ma adesso ci godiamo il viaggio dell’astronauta.

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