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  • Ludovica Legrottaglie

IL CANTAUTORATO È MORTO? "IL MONDO, LA VITA, LA SOCIETÀ" HANNO UN NUOVO MODO DI ESSERE CANTATE

Chitarra timida ma decisa, timbro delicato e talento da vendere: Matteo Pisotti, in arte Nuvolari, classe ‘96 e piacentino doc, è pronto a sfondare nel panorama della musica italiana. Sotto l’etichetta Bomba Dischi ha rilasciato “Persiani” nel 2020, singolo seguito da “Fuori Corso” ed “Emilia”. Nuvolari ha una scrittura sussurrata e mai scontata; fa tesoro degli insegnamenti dei grandi del passato e li riporta in vita in chiave moderna e fresca.

Oltresuono: Ciao e grazie per aver concesso quest’intervista ad OltreSuono! Partiamo dal nome: Nuvolari nasce come omaggio al meraviglioso brano di Dalla o ha anche qualche altro significato?


Nuvolari: Ciao! Esatto, nasce proprio da lí. Dalla è stato fondamentale nei miei ascolti, tuttora lo è. Per questo mi piaceva legare il mio nome in qualche modo a qualcosa di suo, e Nuvolari si sposava bene con l’immaginario che volevo ottenere, anche a prescindere da Dalla.


Lucio Dalla, Battisti, De Gregori, De Andrè… sono solo alcuni dei grandissimi artisti che hanno dato lustro al cantautorato italiano, che sono però ormai “vecchia scuola”; cosa rispondi a chi dice che <<Il cantautorato è morto>>?


Che probabilmente ha ragione, soprattutto se per “cantautorato” si intende ció che quella generazione di musicisti ha fatto meglio che mai. Forse sbagliamo noi a utilizzare oggi l’appellativo di cantautore, o a dargli comunque la stessa accezione del passato: in effetti anche io, che spendo una gran parte dei miei ascolti nella musica di quegli anni, mi rendo conto che sono distanti, che c’era tutto un modo diverso di intendere il mondo, la vita, la società.


A questo proposito, c’è un artista italiano che credi sia sottovalutato?


Se devo pensare a qualcuno legato ai nomi fatti prima, direi Piero Ciampi. Più che sottovalutato è poco conosciuto. Non ha ancora avuto secondo me la consacrazione che si merita, per le canzoni stupende che ha scritto e per il personaggio che è stato.


Il tuo amore per la musica parte da lontano; ti hanno mai frenato o spaventato i commenti sul lavoro “poco redditizio” dell’artista? Avevi un piano B?


No, è un aspetto della musica che si conosce e che non ho mai trovato particolarmente ostacolante. Penso che sia più dura accettare che è molto difficile farne la propria vita, o la paura di rimanere fuori dal “campionato” che conta. Bisogna però dire che oggi è più semplice rispetto a prima, grazie a internet e tutto il resto.

Sí, ho avuto un piano B, ho studiato economia in università.

Come si articola il tuo processo di scrittura? Continui a limare e ci lavori per molto tempo o credi nell’ispirazione e che una canzone possa nascere anche in una notte?


Dipende, è un processo molto casuale: ci sono casi in cui l’idea è veloce e riesco a scrivere la canzone in un giorno, come ad esempio Emilia o Persiani. Altre volte ci metto settimane per sistemare, aspettare altre suggestioni e arrivare al punto che piace a me.


Ci sono dei guilty pleasure nelle tue playlist? E soprattutto, credi nei guilty pleasure?


Beh certo. Cerco di ascoltare un po’ di tutto, anche il pop più spudorato. Mi piace rimanere aggiornato e mettere il naso un po’ dove capita. Ultimamente ho sentito l’album di Olivia Rodrigo ad esempio, e mi è piaciuto.


So che è una domanda difficile, ma dove si vede Nuvolari tra dieci anni?


Di giorno in uno studio di registrazione, la sera in trattoria.


Alla fine hai trovato qualcuno che ti possa spiegare come si fa a dirsi tutto senza dirsi niente? (riferimento a Fuori Corso ndr.)


Non ho ancora trovato qualcuno disposto a spiegarmelo! Comunque credo sia una cosa che accade spesso, quella di comunicare senza necessariamente parlare. E meno male: io ad esempio non sono uno di tante parole!


In conclusione ti chiedo: hai in serbo qualche nuovo progetto?


Sí, sto lavorando ad altri pezzi, che spero usciranno presto, magari sotto forma di Album.

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