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  • Enrico di Noia

Canzoni come immagini: intervista con Nico LaOnda

"MY SONGS ARE LIKE PHOTOGRAPHS” : Nico LaOnda, anagramma di Nicola Donà, definisce così le sue canzoni durante l’ormai lontana uscita di “Tutto Bene” nel 2019, primo album in italiano dell’artista. Ed è vero. Ogni brano di Nico si immerge nei colori, nei pensieri, nelle sensazioni di un momento di vita vissuta: a partire da “Sottobanco” ambientata a Brooklyn (New York), da anni casa dell’artista, per arrivare a un’immagine surreale di “Calboni”, geometra fantozziano immerso in un Natale malinconico e innamorato.


Mi affretto quindi a dare il benvenuto a Nico su OltreSuono, grazie per essere qui!


Nico Laonda: Ciao for now a tutti!


Torniamo quindi a questo concetto di brano-immagine in cui non ci si stanca mai di immergersi: come nasce una canzone di Nico LaOnda e cosa ti ha spinto in principio a scrivere, a comunicare in musica?


Scrivo tanto e scrivo veloce. Mi piace l’idea di ‘concept’ nel senso scrivere di getto per racchiudere le emozioni tutte d’un fiato. “Tutto Bene” l’ho scritto di notte sul divano di casa. Con la chitarra acustica, con il piano oppure partendo da una drum machine. Nel giro di 10 giorni il grosso l’avevo scritto. Poi ho dovuto scremare e di solito mentre scremo, così di colpo mi esce il singolo (“Fratello Gemma”). Era anche la prima volta in assoluto che cantavo in italiano ecco perché tutto succedeva di notte forse. Dovevo trovare non solo il tempo ma anche la mia voce... italiana.

Anche il secondo disco nasce in maniera spontanea. Ero di ritorno dal primissimo (e unico) tour in Italia con ancora le emozioni del tour addosso e ho scritto un disco che come sentimento poteva tranquillamente uscire l’estate stessa. Come suoni no però, ecco perché stavolta ho prenotato lo studio Pom Pom di Roma ed insieme al mio produttore Luca Di Cataldo ed il mio tecnico Edoardo Elia ci siamo ritrovati a Gennaio a mente fresca per registrare con alcuni tra i migliori musicisti in circolazione adorati e conosciuti anche all’estero (Francesco Aprili, Matteo Domenichelli, Emanuele Triglia, Benjamin Ventura, Andrea Mancin, Mattia Micalich, Giampaolo Speziale etc.)


Un artista italiano con canzoni italiane che vive negli Stati Uniti e anche lì viene apprezzato: un gioco di parole contorto ma veritiero. Vorrei quindi chiederti come viene recepita la tua musica oltreoceano, con più o meno difficoltà dei tuoi passati progetti in inglese? Più in generale, quanto gli artisti italiani fanno parte del panorama musicale statunitense (vedendo anche la recente comparsa di Sfera Ebbasta sugli schermi di Times Square)?


Domanda enorme. Rispondo andando leggermente fuori tema per non tornare più all’ovile haha. Non è un segreto che la nostra lingua sia apprezzata un po’ dappertutto, in questa parte del globo in Nord-Centro America ma anche ai Caraibi o in Sud America. Il mio primissimo collaboratore è stato un talentuosissimo musicista cileno (Tomas Cabezon) che vive a Brooklyn e mi ha spinto a fare uscire i miei demo. Il mio grafico (Aron Filkey) è un genio ungherese di base a NYC. La mia musica, i miei concerti, i video karaoke e le grafiche, il merch, tutto viene percepito come una cosa sola, non facilmente catalogabile, credo. Il progetto può adattarsi ad un contesto sperimentale piuttosto che un dive bar super punk convertito a balera/osteria ma anche nei localini indie di New York fino alle partnership nel settore della moda. Non credo di essere così solitario in questo mercato così...allargato. Lo dico spesso, attorno a me c'è musica in patois oppure in giapponese, inglese, spagnolo, francese… Ai miei (​ahimè-in-pausa​)concerti trovi di tutto: dall’italo-americano di Bay Ridge che non spiaccica una parola di italiano, al fotografo coreano piuttosto che gli italiani in gita e i miei amici caraibici. Scegliendo sempre location ed eventi speciali è tutta una grande festa jovanottiana haha.


Nello “Stasera debutto” tour del tuo ultimo album hai suonato sia in Italia, esordendo anche al Mi Ami Festival, che negli Stati Uniti, con due band diverse e tanti concerti. Che valore ha per te la musica live, soprattutto in un periodo come questo? Ci sono differenze fra Italia e Stati Uniti nell’approccio del pubblico e nelle possibilità offerte in questo campo?


Un po’ ho risposto qui sopra. Il live in questo progetto è fondamentale. Scrivo e produco anche musica in altri contesti nei quali i concerti non sembrano essere necessari. Per me senza live non esiste la musica e quindi Nico LaOnda. Sentire un pezzo sparato dalle casse verso il pubblico secondo me è ancora un’esperienza empatica e sonora importantissima. Io (e le mie due band) stiamo scalpitando per tornare in tour!


Le tue ultime uscite sono due brani molto ben riusciti con Edoardo Elia e Jesse the Faccio: “Salto” e “Ciao for now”. Come nascono queste collaborazioni molto diverse fra loro?


Nascono da rapporti reali di amicizia e stima reciproca prima di tutto. È vero, la musica che ne è uscita si può definire agli antipodi ma ti assicuro che entrambi hanno in comune il talento ed un cuore enorme! E poi dai ridiamo sempre...


Nico LaOnda è davvero distante dal panorama italiano attuale: ci sono i synth un po’ ‘90s, ci sono le chitarre un po’ psichedeliche, le dissonanze e un senso generale di retrò, di démodé. Quali sono le influenze più importanti per te in termine di artisti e chi consiglieresti per un ascolto diverso dal solito?


Siccome all’inizio dell’intervista mi sono dilungato molto e a questa domanda parto sempre per la tangente stavolta mi sono ripromesso di non cadere nella “provocazione” e di scansare la domanda, prendendo ​la distanza dagli altri ​come un complimento haha. Alla recensione del disco nuovo ne riparliamo!


Concludo ringraziando ancora Nico per essere stato qui con noi e invito ovviamente tutti ad ascoltarlo un po’ ovunque. Ti lascio chiedendoti un pronostico sul nuovo album in uscita nel 2021: cosa dobbiamo aspettarci? Cosa racchiude?


L’album nuovo per ovvie ragioni è stato posticipato al 2021. Potrei farlo uscire in ogni momento ma siccome come dicevamo prima l’elemento dal vivo è parte integrante de LaOnda lo tengo come ostaggio. Liberateci ed in cambio vi do il disco!

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