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  • Enrico di Noia

BOSCO fra pop e elettronica

Alberto Boschiero, in arte BOSCO, è un giovane cantautore della provincia di Treviso. Nasce a Vittorio Veneto nel 1997 e inizia da molto piccolo a scoprire il mondo della musica grazie ai genitori, che diventa subito una grande passione. Dopo anni di gavetta e studio accademico, esce oggi il suo primo singolo per Matilde Dischi ‘’Bravo a sbagliare’’ , un brano maturo e orecchiabile che mischia bene pop leggero e elettronica.

Comincio quindi dando il benvenuto a Bosco su OltreSuono e ringraziandolo per essere con noi!

Bosco: Grazie dell'accoglienza, eccoci, è un piacere essere qui con voi! A vostra completa disposizione!


La tua vita in musica ha origine quando eri ancora molto piccolo e nel tempo hai continuato a prendere sempre più sul serio questa passione fino a laurearti di recente al conservatorio di Venezia: qual è il tuo rapporto con lo studio accademico e come invece ti sei approcciato a questo progetto solista ?

Ho scelto di studiare canto jazz in conservatorio per implementare i miei orizzonti musicali e stilistici. Prima di iniziare gli studi ero sempre stato affezionato al pop e al rock e non particolarmente curioso di esplorare nuovi generi o stili. Era quindi il momento di ampliare le proprie conoscenze in materia, volevo esplorare più da vicino il blues, il soul, il cool, il crooning e quella miriade di generi musicali che hanno fatto la storia della musica dell'ultimo secolo. Parallelamente allo studio del jazz mi piaceva sperimentare per conto mio la musica leggera pop, scrivendo le prime canzoni in inglese e componendo gli arrangiamenti con i mezzi a disposizione. Sebbene il mondo del jazz mi affascina parecchio, mi considero un cantautore pop al cento percento. L 'esperienza di studio mi ha fatto crescere molto sia dal punto di vista delle mie consapevolezze musicali sia dal punto di vista dell'interpretazione del testo che sto cantando. Dopo anni di sperimentazione personale sono riuscito, grazie anche all'appoggio di chi mi sostiene artisticamente, a trovare la mia direzione personale e questo primo singolo ne è il manifesto.

Questo brano è un po’ il tuo biglietto da visita e avvicina l’amore alla droga, come concetto, come dipendenza: da dove nasce, cosa vuole raccontarci?

La canzone nasce dal bisogno di parlare di una storia d'amore così forte e viscerale ma allo stesso tempo autodistruttiva vissuta sulla mia pelle. Le parole che ho scelto, grazie anche all'aiuto dell'autore Stefano Paviani e del produttore Laguna, sono rivolte alla persona con cui ho condiviso questa storia. "Bravo a sbagliare" racconta di quella strana forza che ci lega indissolubilmente ad una persona nonostante ci si faccia del male a vicenda. Ho pensato che fosse estremamente simile agli effetti della droga nella loro visione più generica, ovvero dipendenza, autoalimentazione e distruzione. Quella stessa forza che riesce a farti sentire così bene poi finisce per prendere il controllo e distruggerti da dentro, senza possibilità di poterne più farne a meno, continuando a sbagliare e a ricaderci. Un bellissimo ossimoro che ho voluto elevare citando nel ritornello l'opera "I fiori del male" di Charles Baudelaire, simbolo del conflitto tra purezza e decadenza.

Nella tua ancora giovane carriera hai partecipato a molti festival e concorsi: vedi il Tour Music Fest, AreaSanremo, il Festival di Castrocaro o il Festival Show: c’è un aneddoto, un momento appartenente a queste esperienze che ricordi particolarmente?

Sono state sicuramente esperienze molto importanti e formative, sia dal punto di vista della gestione delle emozioni sia dal punto di vista della presenza sul palco. Tra tutte ricordo ancora come fosse ieri la serata del Festival Show in cui ho suonato a Lignano Sabbiadoro. Avevo portato un inedito in inglese, era il primo concerto importante della mia vita e la Beach Arena era completamente piena. Ricordo che poco prima di salire sul palco sbirciavo da dietro le quinte la folla che attendeva l'inizio del festival e mi tremavano le gambe dall'agitazione. Una volta chiamato sul palco l'adrenalina mi ha fatto assaporare ogni singolo istante dell'esibizione ed è stato un personale successo, grazie anche al calore del pubblico che mi ha sostenuto dall'inizio alla fine.

Il tuo sound suona a primo impatto molto moderno, molto pop ed in parte elettronico: quali sono le tue influenze musicali e chi consiglieresti per un ascolto diverso dal solito ai nostri lettori?

Le mie influenze derivano principalmente dal pop estero. Per fare qualche nome citerei gli "OneRepublic" oppure gli "Imagine Dragons", traggo ispirazione anche dal pop più leggero di James Bay, Lewis Capaldi o Post Malone. Ultimamente mi sono spostato molto anche sul versante italiano soprattutto per quanto riguarda la scrittura traendo ispirazione da cantautori come Gazzelle, Coez o Mahmood. Per un ascolto diverso dal solito, oltre a consigliare gli artisti già elencati, suggerirei un talento uscito da poco di cui mi sono innamorato all'istante: Blanco.

Concludo ringraziando Bosco per essere stato qui con noi e lo saluto chiedendogli: cosa dobbiamo aspettarci da questo progetto nel prossimo futuro?

Attualmente "Bravo a sbagliare" è il primo tassello di un progetto più ambizioso. Sto lavorando con l'autore Stefano Paviani e il produttore Laguna ad altri brani che, spero, faranno parte di un ancora ipotetico album. Questo singolo è il punto di partenza, BOSCO è e sarà un progetto sulla corrente pop elettronica unita a testi ricchi di metafore e immagini suggestive. C'è tanta altra nuova musica in lavorazione e tanta voglia di arrivare al pubblico con nuove canzoni. Con questo vi ringrazio ancora per l'ospitalità, sperando di rivederci presto, buona musica a tutti!

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